Che fine fanno i nostri rifiuti? Gli ultimi dati di ARPA Umbria

Con l’anno nuovo l’ARPA ci ha donato il Rapporto rifiuti urbani Umbria 2013, Parte 2: la gestione, che arricchisce di notizie e dati quanto già pubblicato mesi fa sulla produzione dei rifiuti e sullo sviluppo della raccolta differenziata nella nostra Regione.

Il quadro chiarisce che fine fanno i rifiuti e sottolinea diverse criticità, su cui però i nostri amministratori preferiscono sorvolare, tutti presi dal business del CSS (combustibile da rifiuti).

Prima tappa: arrivano agli impianti di selezione e trattamento i sacchetti dell’indifferenziato

“Gli impianti umbri, nel corso del 2013 evidenziano rese di selezione assai differenziate: in particolare l’impianto di Casone presenta una ripartizione sopravaglio – sottovaglio pari a circa 80/20, l’impianto di Ponte Rio 70/30”: sostanzialmente, è molto bassa la parte di organico/umido recuperata ed eccessiva la parte di questo rifiuto che è “stata smaltita in discarica senza i necessari processi di stabilizzazione, limitando così il raggiungimento degli obiettivi di contenimento dei Rifiuti Urbani Biodegradabili da conferire in discarica posti dal D.Lgs.36/2003.” [Pag. 16]

Una quota rilevante dei nostri rifiuti è costituita dall’organico/umido: che fine fa?

“Un impianto di compostaggio in media ha una produzione di compost compresa tra il 20% e il 40% del peso dei rifiuti in ingresso, una perdita di processo compresa fra il 40% e il 65% mentre la parte rimanente è costituita dagli scarti.”[Pag. 31]
Molto dipende dalla efficacia con la quale viene praticata la raccolta differenziata che è strettamente dipendente dalla modalità di raccolta.
“L’impianto di compostaggio di Pietramelina nel 2013 ha trattato 67.336 tonnellate di rifiuto organico”, proveniente dai Comuni umbri in prevalenza. “Ha prodotto appena 6.251 tonnellate di compost, che per la maggior parte (88%) è stato distribuito sfuso (a chi? ndr), la restante parte è stato distribuito in sacchi da 6 quintali o da 20 Kg ed è stato utilizzato interamente per l’agricoltura professionale e l’hobbistica.”
Non vengono dichiarati i ricavi di questo commercio quindi non possiamo valutare la redditività di queste operazioni ma solo lamentare la scarsa efficienza dell’impianto, che quasi annulla gli sforzi di differenziazione di noi cittadini. Possiamo immaginare anche l’aggravio dei costi del servizio: “le varie fasi del processo hanno prodotto quasi 38 mila tonnellate di scarti” (oltre la metà del rifiuto in ingresso), che si sono dovuti trasportare e smaltire nelle vicine discariche di Pietramelina e Belladanza e soprattutto a Borgogiglione (il 74%). [Pag. 37]

Passiamo ora al recupero dei materiali differenziati

Quanto alla raccolta multimateriale, praticata da GESENU soprattutto nel comune di Perugia, 14.794 tonnellate sono arrivate all’impianto di selezione e recupero di Ponte Rio: “circa 3 mila tonnellate di questi rifiuti non sono stati trattati in quanto non aventi le caratteristiche necessarie alla selezione e sono stati gestiti come rifiuti indifferenziati, il resto è stato separato in frazioni omogenee”. “Si stima che sia stato avviato a recupero il 31% dei rifiuti in ingresso come rifiuti di vetro, il 12% come rifiuti plastici e il 5% come rifiuti metallici, mentre il 52% dei rifiuti in ingresso sia stato portato a smaltimento, prevalentemente nella discarica di Borgogiglione. [Pag. 47]

Per quanto riguarda la raccolta differenziata monomateriale, il vetro in gran parte finisce ad un unico impianto, EURORECUPERI di Piegaro. “In base ai dati di gestione l’impianto ha prodotto un quantitativo di vetro end of waste pari all’84% del rifiuto trattato, l’8% è stato conferito a un impianto di recupero di Biella (SASIL) come rifiuto di vetro, mentre lo scarto, pari al 7%, è stato portato a smaltimento nella discarica di Borgogiglione.”
Per la plastica, nel 2013 “circa il 63% della plastica raccolta, complessivamente in modalità mono e multimateriale, è stato recuperato presso centri di selezione COREPLA”. “In base ai dati di gestione degli impianti in cui vengono effettuate le prime operazioni di pulizia e pressatura, viene stimato uno scarto medio del 15% conferito a smaltimento in parte nella discarica di Borgogiglione, in parte a Le Crete e in parte minore a Belladanza. La parte rimanente del rifiuto plastico raccolto è stata avviata a impianti di recupero esterni al circuito COREPLA per i quali non si dispone di ulteriori informazioni.” [Pag. 54]

I nostri amministratori dovrebbero farci conoscere i ricavi aziendali dalla vendita di questi materiali recuperati, anche per capire se e in che misura possiamo aspettarci in futuro degli sconti in bolletta!

In conclusione

“Nel 2013 (produzione totale di rifiuti urbani = 487.730 tonnellate, ndr), in Umbria sono stati conferiti in discarica circa 301 mila tonnellate di rifiuti, il quantitativo è comprensivo dei rifiuti in ingresso al bioreattore di Borgogiglione, realizzato all’interno della discarica.”

RICORDIAMO che nel 2012 erano state conferite in discarica 329.675 tonnellate di rifiuti urbani, oltre a 64.500 tonnellate di rifiuti speciali; tali quantitativi sono significativamente superiori alle previsioni del Piano Regionale, che attestavano il fabbisogno di smaltimento in discarica relativo al 2012 (anno nel quale era previsto il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata) pari a 217.910 tonnellate.

“La discarica di Borgogiglione ha ricevuto la parte prevalente dei rifiuti di provenienza urbana smaltiti in discarica nel 2013, più di 183 mila tonnellate di rifiuti.”
E noi continuiamo a chiederci: come si arriva alla fine a 198mila tonnellate? Quanti e di che origine sono stati i rifiuti speciali? Gli scarti derivanti dal trattamento dei rifiuti avviati a recupero sono stati già contabilizzati o no?
Sappiamo che molto poco si sta facendo per ridurre i conferimenti in discarica e che anzi il Piano regionale prolunga la vita delle discariche stesse e non investe come necessario sulla qualità della gestione del servizio di raccolta e selezione.
Sottolineiamo che “gli scarti derivanti dal trattamento dei rifiuti avviati a recupero costituiscono il 21% dei rifiuti conferiti: il 15% è costituito dagli scarti del processo di compostaggio presso l’impianto di Pietramelina.” [Pagg. 71-72]

Lucio Pala
Presidente dell’Osservatorio Borgogiglione

Documenti collegati

ARPA Umbria, Rifiuti urbani e raccolta differenziata 2013 – dati e rapporto.
Osservatorio BorgoGiglione, 15/09/2014, Piano di Gestione dei Rifiuti: la proposta di adeguamento in discussione in Regione.
Osservatorio BorgoGiglione, 28/07/2014, Borgogiglione: ARPA pubblica i risultati dei controlli 2013. Fine del blackout? Non esattamente…

2 pensieri su “Che fine fanno i nostri rifiuti? Gli ultimi dati di ARPA Umbria”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *