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LA DISCARICA DI BORGOGIGLIONE RIMANE CHIUSA

FILTRANO FINALMENTE ALCUNE RISPOSTE DAI NOSTRI AMMINISTRATORI

  • La discarica di Borgogiglione rimane chiusa. EVVIVA!

Il Gestore prende atto che le famigerate “celle bioreattore” per il trattamento/smaltimento dei rifiuti organici umidi hanno dato “risultati non abbastanza positivi”!

  • Pietramelina, invece, dovrebbe riaprire a breve, ma ancora non si capisce per trattare quale tipo di rifiuti.

Per l’approvazione del Piano d’Ambito regionale, da cui dipenderanno le prossime scelte operative e impiantistiche, area per area, Betti annuncia tempi lunghi: da Ponzio a Pilato, andata e ritorno, con l’alta velocità che abbiamo in Umbria…

  • Ancora per un tempo indefinito, quindi, i rifiuti dei 24 Comuni del Perugino verranno inviati fuori regione, “con costi anticipati dai gestori umbri”.

Perché non si precisa ai cittadini contribuenti quanto stanno costando le scelte fallimentari sponsorizzate dai vertici regionali e amministratori locali e l’inerzia di questi mesi che blocca ogni ragionevole cambio di rotta?

Un primo aumento della tariffa di smaltimento (CTS) è stato approvato dall’AURI: 120,78 €/t. per il periodo gennaio – febbraio 2017 e poi addirittura 125,69 a €/t. fino a dicembre (nel 2015 era stato fissato a 101,13 €!)

Con una “faccia di bronzo” incredibile, questi signori cercano di scaricare le colpe sui cittadini.

NON ERA MEGLIO SE I NOSTRI AMMINISTRATORI ASCOLTAVANO SUBITO I CITTADINI CRITICI E NON BUTTAVANO VIA ANNI DI TEMPO E SOLDI?

E NESSUNO CHIEDE SCUSA…

continua…

FILTRANO FINALMENTE ALCUNE RISPOSTE DAI NOSTRI AMMINISTRATORI.

Ieri in II Commissione del Consiglio Regionale c’è stata una nuova audizione sui rifiuti, con il Presidente dell’Autorità umbra e i rappresentanti delle società che gestiscono raccolta e smaltimento. Seppure a fatica – siamo il Paese delle mezze verità – qualche risposta ai nostri ripetuti interrogativi su Perugia e Borgogiglione comincia a venir fuori.

http://www.consiglio.regione.umbria.it/informazione/notizie-acs/seconda-commissione-regolamento-sul-commercio-e-audizioni-sul-ciclo-dei

Cristian Betti, Presidente dell’AURI, ha illustrato i tempi lunghi dell’approvazione del Piano d’Ambito regionale, da cui dipenderanno le prossime scelte operative e impiantistiche, area per area. Solo un “Preliminare” [senza impegno] sarà approvato con l’anno nuovo.

È chiaro che tutti tirano a campare fino alle prossime scadenze elettorali e che avevamo pienamente ragione noi a scrivere: da Ponzio a Pilato, andata e ritorno!

Per quanto riguarda le discariche, vista l’inerzia di amministratori regionali e locali, l’obiettivo dell’Auri di “passare da 230 a meno di 100mila tonnellate di conferimenti annui” non sembra raggiungibile in tempi brevi [a meno che i rifiuti non si nascondano sotto il tappeto o nelle discariche fuori regione].

E meno male che si sta cercando un tecnico esterno per i futuri controlli sul rispetto dei contratti di servizio da parte delle aziende gestori…

Il responsabile di Gesenu ha ripetuto che Pietramelina dovrebbe riaprire a breve, ma ancora non si capisce per trattare quale tipo di rifiuti.

Per la Presidente di TSA l’impianto di Borgogiglione, utilizzato per la stabilizzazione della frazione organica dei rifiuti [le famigerate celle bioreattore], era sperimentale e, dopo un lungo blocco legato a nuovi parametri ambientali successivamente rivisti, ne è stata disposta la chiusura. È stato sperimentato “con risultati non abbastanza positivi [sic!].

La chiusura tanto attesa è una notizia che non si può far volar via così leggera, un battito d’ali, come dei gabbiani! Così non si vede lo scorno sulla faccia di chi parla…

Addirittura si legge che “la discarica di Borgogiglione sarebbe in perdita economica da 3 anni a causa di un costo di smaltimento sottostimato rispetto alle tariffe di mercato”. Ci devono spiegare i sindaci del Trasimeno e di Perugia e i dirigenti degli Uffici Regionali come mai fino a ieri erano così abbarbicati alla discarica, e qualche “giapponese disperso” ancora lo rimane!

I rifiuti sono inviati in Emilia Romagna e in Abruzzo, in futuro forse negli impianti marchigiani, “con costi anticipati dai gestori umbri”. Dovranno quindi essere restituiti? Perché non si precisa ai cittadini contribuenti il costo vero delle scelte fallimentari sponsorizzate dai vertici regionali e amministratori locali e dell’inerzia di questi mesi che sta bloccando ogni ragionevole cambio di rotta?

Un primo aumento della tariffa di smaltimento (CTS) è stato appena approvato dall’AURI: 120,78 €/t. per il periodo gennaio – febbraio 2017 e poi addirittura 125,69 a €/t. fino a dicembre (nel 2015 era stato fissato a 101,13 €!)

Con una “faccia di bronzo” incredibile, questi signori cercano di scaricare le colpe sui cittadini:

GEST: “La società sta puntando sul compostaggio domestico consegnando composter ai cittadini ma la risposta dell’utenza non sarebbe quella attesa”.

TSA: “Per agevolare il riciclo dell’organico sono stati consegnati 26 mila composter domestici ma gli utenti non ne farebbero un utilizzo corretto e quindi dovrà essere prevista una apposita campagna di comunicazione”.

L’Osservatorio Borgogiglione da tempo spinge per un piano alternativo vero di compostaggio, sia domestico che di comunità, con costi minori e risultati già validati in tante altre realtà d’Italia, da affiancare a buone pratiche di prevenzione e di riuso, nella logica dell’Economia Cicolare.

Ma da quest’orecchio i nostri ir-responsabili non ci sentono. Oggi dunque ci permettiamo di suggerire loro a bassa voce una visita personalizzata e l’utilizzo di quell’apparecchietto acustico che nemmeno si vede…

L’OSSERVATORIO BORGOGIGLIONE

BIOREATTORE, GLI AFFARI DEVONO ANDARE AVANTI !

La Regione ha prorogato fino al 31 ottobre il conferimento dei rifiuti organici-umidi alla discarica di Borgogiglione. La Det. Dir. n. 4452 del 31/05/2016 autorizza per altri 5 mesi lo smaltimento dell’umido nelle cosiddette “celle bioreattore”. La richiesta iniziale, avanzata dal gestore TSA s.p.a. già nel settembre scorso, era stata in unprimo tempo negata, dietro valutazione critica di ARPA sui risultati di questa sperimentazione. Il 2 febbraio, invece, preso atto della minaccia di “interruzione del servizio pubblico di raccolta dei rifiuti con gravi conseguenze ambientali e igienico-sanitarie”, la Regione fa marcia indietro e delibera la prosecuzione temporanea del bioreattore FINO E NON OLTRE IL 31 MAGGIO 2016. Scadenza, come detto, ora prorogata. Sempre col ricatto di un’incombente emergenza rifiuti e per la sudditanza ormai evidente dei nostri amministratori nei confronti delle aziende, anche in questo tempo di indagini e di interdittive antimafia. Il Gestore potrà «riprofilare» la parte di discarica dedicata alle nuove celle e provare a superare le ulteriori verifiche e possibili contestazioni dell’ARPA. Noi temiamo un ampliamento silenzioso della volumetria utile…

Perché nessuno si impegna, in alternativa, a un serio piano di prevenzione dell’organico e compostaggio? Una soluzione semplice ed economica, sollecitata anche da un recenteDecreto del Governo, che può fra l’altro contribuire a ridurre i timori dei cittadini per i ripetutisuperamenti dei livelli soglia di alcuni inquinanti e relativo rischio ambientale-sanitario.

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L’Umbria del PD: futuro immondezzaio del centro Italia

[Intervento all’assemblea della Rete dei Comitati per la difesa del territorio, Firenze, 16/04/2016]

La discarica è la scatola nera della civiltà occidentale

È un enorme ed indifferenziato accumulo di merci, il punto terminale di un sistema produttivo basato sul consumo continuo e crescente di risorse naturali e umane per produrre beni di durata sempre inferiore.
Quindi battersi contro una discarica significa non solo difendere un territorio (e chi ci vive) dalla pressoché irreversibile compromissione, ma anche battersi contro un paradigma economico, culturale e politico che caratterizza il sistema capitalistico.

La storia della discarica di Borgogiglione è una storia di ordinaria distruzione

Inaugurata nel 1995 come piccola discarica a servizio dei comuni del Trasimeno, tramite successivi ampliamenti è diventata la discarica del Perugino (metà dei rifiuti arrivano dal capoluogo umbro) ed ora è uno degli impianti “strategici” per il sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti in Umbria. Continua la lettura di L’Umbria del PD: futuro immondezzaio del centro Italia

Umbria, lo spettro di Cosa nostra sulla gestione dei rifiuti

Mentre i nostri amministratori irresponsabilmente evitano di affrontare con trasparenza questioni centrali per la salute di tutti e per l’ambiente, anche la stampa nazionale percepisce la puzza nauseabonda proveniente dalla “verde Umbria”.

Invitiamo alla lettura dell’articolo uscito oggi su Il fatto quotidiano, che offre un quadro sintetico del sistema GESENU (lo stesso a cui la politica umbra ha lasciato per anni decidere le politiche sui rifiuti in una parte importante della provincia di Perugia):
Umbria, lo spettro di Cosa nostra sulla gestione dei rifiuti: nell’interdittiva antimafia i legami pericolosi della Gesenu

E per farsi un’idea dell’entità del traffico dei rifiuti in Europa,
nel quale GESENU è un’attore importante, si veda il documentario:
Toxic Europe

Sabato 2 Aprile, Magione, Aperitivo con l’Osservatorio

Perché pagare una TARI tanto salata? Dove finiscono i nostri rifiuti? Davvero alla fine vengono rimescolati?

Vuoi saperne di più e non ti bevi le chiacchiere dei nostri amministratori?

Sabato 2 Aprile, dalle 18:30, al Barrin de Merda

Sabato 2 Aprile, ore 18:30, Magione, Aperitivo con l'Osservatorio