Rifiuti a Perugia: quale futuro?Comune di Perugia – Consiglio Comunale aperto, 12.7.201

NOI DELL’OSSERVATORIO BORGOGIGLIONE SIAMO MOLTO PREOCCUPATI PER LE CRESCENTI INFILTRAZIONI DI ASSOCIAZIONI MAFIOSE, INCAPPUCCIATI VARI E ECO-MAFIE IN PARTICOLARE, nel tessuto imprenditoriale e sociale ma anche nella gestione del territorio e di servizi pubblici essenziali, nel tentativo di allungare le “mani guantate” anche sull’Umbria.

IL MIGLIORE ANTIDOTO a questa degenerazione è tuttora costituito dalla pratica severa della TRASPARENZA e della PARTECIPAZIONE CIVICA, che purtroppo non è molto considerata da diversi anni a questa parte dagli amministratori pubblici umbri, a tutti i livelli .

. Leggi l’intervento del Presidente dell’Osservatorio Borgogiglione

Per chi volesse rivedere lo streaming del Consiglio aperto di ieri sui rifiuti, l’indirizzo è questo:

 
https://www.streamera.tv/movie/140748/desktop-2017-07-12-19-21-12/iframe/

Perché al momento del cambio nell’assetto societario di GESENU, indotto dalle prime indagini sulla gestione rifiuti e dall’Interdittiva antimafia a Gesenu, il Comune non ha avuto il coraggio di aprire porte e finestre di Palazzo dei Priori e fare entrare aria pulita?

Ancora non abbiamo ben capito quanto è stato valutato e pagato il passaggio del pacchetto di azioni GESENU di maggioranza privata… E non abbiamo capito perché non si è presa in considerazione la possibilità di costruire una nuova società in house, magari con un consorzio dei Comuni dell’Ambito?

Si può ripensare questa scelta, alla luce dello sviluppo delle indagini e dei guasti che si stanno continuando a determinare nella gestione dei rifiuti? (pagheremo oltre 6 milioni di euro il trasporto dell’umido fuori Regione per il blocco degli impianti, regalando ad altri il prezioso compost).

D’altronde, abbiamo sentito con piacere che l’assessore all’ambiente intende riconsiderare l’uso dell’indennità di “disagio ambientale”, non più solo a sconto delle bollette ma per azioni mirate a ridurre i danni prodotti dagli impianti. Era la proposta avanzata dall’Osservatorio oltre un anno fa; allora però serviva tacitare le proteste con qualche sconto…

La gestione in house dei rifiuti consentirà di realizzare un modello in cui il rifiuto è bene comune e viene gestito in maniera pubblica, per garantire la trasparenza e il controllo delle fasi di pianificazione e di valorizzazione, la separazione tra gestori della raccolta e gestori dello smaltimento e per attuare nel nostro territorio quel modello di tariffa puntuale che premierà i cittadini virtuosi. [parole del sindaco di FORLÌ, Presidente dell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese, Davide Drei, che proprio recentemente ha sciolto il rapporto con il Gestore, la soc. HERA spa, e avviato una nuova società in house].

Un esempio grave a nostro avviso della mala-gestione organizzata e della distorsione degli obiettivi fissati dalle leggi e dai contratti, per interessi e fini non trasparenti e non indirizzati al Bene Comune (ma al BUSINESS nel senso più vasto) è la scelta di utilizzare una parte della discarica di Borgogiglione in modalità “biodigestore”, per far arrivare sia i rifiuti umidi non stabilizzati da Ponte Rio che una gran quantità di scarti non compostati da Pietramelina.

L‘autorizzazione iniziale dell’impianto (AIA 2012) era valida due anni, rinnovabile solo per altri due dopo verifica dei risultati: in realtà la proroga era stata concessa solo per 3 mesi, per consentire ulteriori verifiche in attesa di risultati favorevoli. Eppure le istituzioni non hanno mai cambiato strada e escogitato di tutto per lasciare al Gestore questa opportunità, anche se dannosa per l’ambiente e la salute dei cittadini (perseverare diabolicum!). Ultimamente, dopo le pesanti critiche di ARPA, per mettersi in regola hanno proposto il refitting: ridurre la volumetria delle celle e introdurre rumorosissimi quanto inefficaci ventilatori.

Senza alcun dibattito pubblico, Comuni, Regione e aziende dei rifiuti si sono trincerati dietro lo spauracchio di un’emergenza rifiuti per negare una strategia alternativa verso RifiutiZero, praticata con successo in molte altre realtà italiane.

Alla fine è stata la Magistratura ad intervenire e bloccare Pietramelina e Borgogiglione, ipotizzando vari reati e l’associazione a delinquere.

L’Osservatorio chiede di sperimentare un’alternativa anche più economica per i rifiuti organici: un PIANO PER IL COMPOSTAGGIO DOMESTICO E DI COMUNITÀ, coinvolgendo famiglie, scuole, mense aziendali e imprese di ristorazione, supermercati e mercati rionali, associazioni agricole e ambientali…, insieme con gli altri Comuni serviti da Gest – Gesenu.

Ridurre le potenzialità progettuali e le difficoltà strutturali dell’impianto industriale di Pietramelina. Non scaricare pericolosamente a Borgogiglione materiale recuperabile, che farebbe molto bene alla Terra.

Una concreta e trasparente riduzione dei rifiuti si fa anche  così.

www.osservatorioborgogiglione.it

“SPAZZATURA D’ORO”: CONCLUSA L’INCHIESTA DI PERUGIA SUI RIFIUTI.

Dopo lunghi mesi caratterizzati da veti, fumisterie e lavamani dei nostri amministratori, arriva finalmente a conclusione l’inchiesta della Procura di Perugia , che ipotizza vari gravi reati sulla gestione dei rifiuti e degli impianti di Borgogiglione, Pietramelina e Ponte Rio.

Non possiamo che esprimere soddisfazione per questo primo “punto fermo” delle indagini, anche se ovviamente aspettiamo di leggere gli atti per capire meglio la portata e l’articolazione di eventuali illeciti. Tra i membri dell’Osservatorio circola anche molta preoccupazione per le notizie relative ai rischi ambientali e sanitari, in ultimo l’instabilità geologica e il pericolo frana incombente sia su Pietramelina che su Borgogiglione, specie nell’eventualità di forti scosse simiche. Possibile che i nostri amministratori comunali e regionali non sapessero? Eppure tutti i documenti giacevano da tempo nei cassetti.

È un fatto che molte contestazioni su questi stessi problemi le avevamo avanzate pubblicamente già in tempi non sospetti, passando ogni volta per “criticoni” per partito preso… Ma ai vertici non si aspettava altro che ricucire in qualche modo le toppe e far ripartire gli impianti, come il famigerato “bioreattore” per i rifiuti organici–umidi a Borgogiglione, senza alcun ripensamento.201707070209150101820170707020918010212017070702203401113201707070220350111420170707020916010232017070701997203183

per il bene comune