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Lettera aperta al Presidente dell’AURI Umbria, Cristian Betti

Al Presidente dell’AURI Umbria, Cristian BETTI

In data 23 ottobre Le abbiamo chiesto un incontro per presentarLe le preoccupazioni e le perplessità diffuse nei nostri territori per le notizie riguardanti il servizio gestione rifiuti e per conoscere le linee guida del Piano d’Ambito regionale che l’AURI sta predisponendo. Non avendo ancora avuto modo di incontrarLa, visto che di questi tempi l’incarico di Sindaco di Corciano La impegna molto, Le anticipiamo e rendiamo pubblici i temi del colloquio, così da facilitare il confronto e sottolineare sia l’urgenza dei problemi sia la necessità di chiarezza/rispetto con i cittadini.

In estrema sintesi, le nostre riflessioni si sviluppano a partire dai seguenti punti:

  • Discariche (non solo Borgogiglione): prima si chiudono e meglio è. I contenziosi con i residenti e le indagini aperte dalla Magistratura ce lo confermano.
  • NO all’inceneritore: Terni ha già dato! Altre localizzazioni allo studio sembrano solo proposte estemporanee e comunque dannose. Non raccontiamo la favola del CSS da esportazione… E non si cavalchi l’allarme dell’ “emergenza regionale”: conclamata da tempo l’incapacità di visione e/o la disponibilità a trovare soluzioni alternative.
  • Una politica dei rifiuti da rovesciare radicalmente, mettendosi nell’ottica dell’economia circolare, a partire dal recupero vero degli scarti organici per contrastare l’inaridimento della terra umbra.

Prevenire e ridurre all’origine, recuperare e riciclare quanto più possibile. Le vuote cifre sui traguardi nella RD non ci appassionano più, visto che per lo più si tratta di “partite di giro”.

In questi ultimi mesi, in particolare, mentre arrivano al pettine i nodi irrisolti delle politiche regionali rileviamo un’inerzia grave degli enti preposti (diciamo pure: uno scarica-barile!) e un vacuo chiacchiericcio tutto interno al palazzo e ad uso mediatico. Nulla a che vedere con i principi di trasparenza e partecipazione, diritti dei cittadini bistrattati quanto mai prima.

 

A seguire, 5 domande e i chiarimenti che attendiamo dal Presidente dell’AURI:

  1. Nell’audizione in Commissione Regionale su “servizi di raccolta domiciliare, situazione impiantistica regionale e smaltimento dei rifiuti” , il 6 novembre scorso l’Assessore all’ambiente Fernanda Cecchini (con il Direttore dell’AURI Giuseppe Rossi) ha allungato la vita delle discariche umbre fino al 2024: la precedente relazione degli esperti della Regione prefigurava l’esaurimento delle volumetrie utili nel 2019

Possiamo avere dati meno ballerini e possibilmente certificati?

 

  1. Dopo l’arresto degli impianti di Pietramelina e Borgogiglione, dove sono andati e dove continueranno ad andare i rifiuti dell’Ambito territoriale perugino?

Girano troppe notizie generiche e contraddittorie, che pure confondono “rifiuti organici” e rifiuti indifferenziati.

Chi fa i trasporti e a quanto ammontano queste spese straordinarie?

È giustificata e legittima la riduzione del servizio raccolta e degli svuotamenti dei cassonetti, che si sta verificando in questi Comuni, rispetto agli impegni contrattualmente definiti?

  1. La redazione/approvazione del Piano d’Ambito regionale, compito prioritario dell’AURI, sempre secondo l’assessore Cecchini (che però in estate la dava per urgente e imminente!) è prevista per la fine del 2018: questa dilazione non sarebbe altro che una presa in giro. Da Ponzio a Pilato, andata e ritorno…

Quali sono le tappe e i tempi effettivamente previsti dall’AURI?

Quale è l’interdipendenza col Piano regionale, approvato nel lontano 2009 e ormai pieno di buchi e toppe? Se quest’ultimo non cambia, quali margini di autonomia e di novità rimangono all’AURI?

  1. La scelta di realizzare impianti di trattamento e produzione CSS in Umbria sarà confermata? Per quante tonnellate annue effettive?

Quali impianti si stanno prevedendo in alternativa alle discariche e all’inceneritore regionale, incluso già nel Piano Regionale vigente e poi ripreso dal Decreto governativo “Sblocca Italia”?

Che impianti in particolare per il compostaggio e quali politiche per riutilizzare in modo adeguato i rifiuti organici? Tutti parlano da mesi della riapertura di Pietramelina ma con quali garanzie di una radicale inversione di tendenza rispetto alla malagestione del passato?

Quali iniziative concrete e sistematiche per la prevenzione e la riduzione dei rifiuti all’origine?

 

  1. Quali forme di trasparenza, partecipazione e controllo civico sulla gestione del servizio ha attivato finora l’AURI?

 

 

Sperando in un confronto diretto e concreto, e comunque certi di poter ricevere a breve tutti i chiarimenti sulle questioni sollevate, La salutiamo e La ringraziamo dell’attenzione.

Perugia, 12/11/2017

Il Presidente dell’Osservatorio Borgogiglione, Lucio Pala,

Il Presidente del Comitato NO Inceneritori Terni, Fabio Neri,

Il Presidente del Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero, Roberto Pellegrino

 

 

 

 

 

 

BIOREATTORE, GLI AFFARI DEVONO ANDARE AVANTI !

La Regione ha prorogato fino al 31 ottobre il conferimento dei rifiuti organici-umidi alla discarica di Borgogiglione. La Det. Dir. n. 4452 del 31/05/2016 autorizza per altri 5 mesi lo smaltimento dell’umido nelle cosiddette “celle bioreattore”. La richiesta iniziale, avanzata dal gestore TSA s.p.a. già nel settembre scorso, era stata in unprimo tempo negata, dietro valutazione critica di ARPA sui risultati di questa sperimentazione. Il 2 febbraio, invece, preso atto della minaccia di “interruzione del servizio pubblico di raccolta dei rifiuti con gravi conseguenze ambientali e igienico-sanitarie”, la Regione fa marcia indietro e delibera la prosecuzione temporanea del bioreattore FINO E NON OLTRE IL 31 MAGGIO 2016. Scadenza, come detto, ora prorogata. Sempre col ricatto di un’incombente emergenza rifiuti e per la sudditanza ormai evidente dei nostri amministratori nei confronti delle aziende, anche in questo tempo di indagini e di interdittive antimafia. Il Gestore potrà «riprofilare» la parte di discarica dedicata alle nuove celle e provare a superare le ulteriori verifiche e possibili contestazioni dell’ARPA. Noi temiamo un ampliamento silenzioso della volumetria utile…

Perché nessuno si impegna, in alternativa, a un serio piano di prevenzione dell’organico e compostaggio? Una soluzione semplice ed economica, sollecitata anche da un recenteDecreto del Governo, che può fra l’altro contribuire a ridurre i timori dei cittadini per i ripetutisuperamenti dei livelli soglia di alcuni inquinanti e relativo rischio ambientale-sanitario.

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L’Umbria del PD: futuro immondezzaio del centro Italia

[Intervento all’assemblea della Rete dei Comitati per la difesa del territorio, Firenze, 16/04/2016]

La discarica è la scatola nera della civiltà occidentale

È un enorme ed indifferenziato accumulo di merci, il punto terminale di un sistema produttivo basato sul consumo continuo e crescente di risorse naturali e umane per produrre beni di durata sempre inferiore.
Quindi battersi contro una discarica significa non solo difendere un territorio (e chi ci vive) dalla pressoché irreversibile compromissione, ma anche battersi contro un paradigma economico, culturale e politico che caratterizza il sistema capitalistico.

La storia della discarica di Borgogiglione è una storia di ordinaria distruzione

Inaugurata nel 1995 come piccola discarica a servizio dei comuni del Trasimeno, tramite successivi ampliamenti è diventata la discarica del Perugino (metà dei rifiuti arrivano dal capoluogo umbro) ed ora è uno degli impianti “strategici” per il sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti in Umbria. Continua la lettura di L’Umbria del PD: futuro immondezzaio del centro Italia

Umbria, lo spettro di Cosa nostra sulla gestione dei rifiuti

Mentre i nostri amministratori irresponsabilmente evitano di affrontare con trasparenza questioni centrali per la salute di tutti e per l’ambiente, anche la stampa nazionale percepisce la puzza nauseabonda proveniente dalla “verde Umbria”.

Invitiamo alla lettura dell’articolo uscito oggi su Il fatto quotidiano, che offre un quadro sintetico del sistema GESENU (lo stesso a cui la politica umbra ha lasciato per anni decidere le politiche sui rifiuti in una parte importante della provincia di Perugia):
Umbria, lo spettro di Cosa nostra sulla gestione dei rifiuti: nell’interdittiva antimafia i legami pericolosi della Gesenu

E per farsi un’idea dell’entità del traffico dei rifiuti in Europa,
nel quale GESENU è un’attore importante, si veda il documentario:
Toxic Europe

Sabato 2 Aprile, Magione, Aperitivo con l’Osservatorio

Perché pagare una TARI tanto salata? Dove finiscono i nostri rifiuti? Davvero alla fine vengono rimescolati?

Vuoi saperne di più e non ti bevi le chiacchiere dei nostri amministratori?

Sabato 2 Aprile, dalle 18:30, al Barrin de Merda

Sabato 2 Aprile, ore 18:30, Magione, Aperitivo con l'Osservatorio