Fumo negli occhi… Bruciare i rifiuti non è la soluzione!

La Regione Umbria non intende rinunciare alle discariche, definite strategiche, mentre a parole sostiene le buone pratiche della prevenzione e del riciclo. Per questo, le discussioni sulla gestione dei rifiuti da molti mesi a questa parte ruotano sempre intorno alla vuota domanda su come “chiudere il ciclo” e alla proposta di bruciare i rifiuti (CSS – combustibile solido secondario).
Allora, facciamo chiarezza sui numeri, visto che ogni giorno si confondono i cittadini sbandierando mirabolanti risultati nella Raccolta Differenziata, un dato di per sé privo di significato, finché rimangono nella nebbia i conferimenti effettivi alle discariche.

In Umbria nel 2014 sono state prodotte 484.483 tonnellate di rifiuti urbani (di cui 100 mila solo nel Comune di Perugia), più o meno come l’anno precedente. La produzione media pro capite è 508 Kg per abitante, più della media italiana ed europea.
Venendo alla Raccolta Differenziata, in Umbria siamo intorno al 50%, con Perugia che dice di arrivare al 60% (anche se la legge imponeva di arrivare al 65% fin dal 2012!).

Ma la domanda principale che tanti si pongono è:
Che fine fanno i materiali che faticosamente differenziamo ogni giorno?

Gli impianti di trattamento notoriamente non brillano per efficienza, le pratiche del riciclo non portano alle nostre aziende grandi profitti e tutto sembra ridursi ad un gran daffare, ovvero “un grande affare”.
Così, nel 2013 (ultimo dato pubblicato) sono state buttate in discarica ben 293.756 tonnellate di Rifiuti Urbani sul totale di 488mila tonnellate raccolte (e bisogna aggiungere poi anche le 44mila tonnellate di Rifiuti Speciali).

Finché le stesse aziende gestiscono sia la raccolta che gli impianti di smaltimento (discariche o inceneritori), sarà dura trovare soluzioni virtuose senza scontentarle… Tanto i cittadini pagano!

Il trattamento dell’umido è quello che puzza di più – vedi Pietramelina!
All’impianto del compostaggio gestito dalla GESENU in loc. Pietramelina nel 2013 sono arrivate 67.336 tonnellate di rifiuti organici ma più della metà è diventata scarto ed è finita poi in discarica… Il compost venduto è stato pari al 9% dei rifiuti trattati. [dal Rapporto ARPA 2014, che però non precisa il costo di quest’inefficienza, che si scarica sulle bollette.]

Per il futuro, una volta realizzati i lavori di ammodernamento (spesa prevista: una decina di milioni di euro) ci si attende, o almeno si spera “una resa impiantistica da progetto pari al 30-35% di ammendante compostato misto rispetto alle matrici di ingresso”. Sappiamo che forti quantità di scarti sono determinate anche dalla scarsa qualità dei materiali-rifiuto conferiti e quindi della Raccolta differenziata, ma Regione e Comuni non investono quanto serve su questo versante…

L’altra faccia della medaglia è il notevole aumento dei ricavi del Gestore: vedi la discarica di Borgogiglione che genera grandi profitti specie dopo che il Piano di ampliamento del 2012 ne ha autorizzato una parte “a bioreattore” per la produzione di metano ed elettricità, con tanto di incentivazioni. Anche sui bilanci di gestione da tempo chiediamo più trasparenza.

Ora tutti si concentrano sulla “chiusura del ciclo rifiuti”, come se i rifiuti comunque prodotti e raccolti potessero sparire con qualche miracoloso inghippo tecnologico, e dimenticano che si comincia a costruire dalle fondazioni e non dal tetto.

La proposta di bruciare il combustibile da rifiuti non risolve affatto i problemi, anche aldilà dei gravi rischi per la salute delle popolazioni residenti vicino agli impianti (inceneritori o cementifici): non tutto si può bruciare perciò non si può prescindere da una raccolta efficiente, che va però finanziata (“porta a porta” e “tariffa puntuale e trasparente”). Lo stesso Piano regionale, che impegna la gran parte delle risorse disponibili per questi impianti, non prevede grandi quantità di CSS: 50-60mila tonnellate. E allo stesso tempo ammette che “la valorizzazione dei rifiuti a CSS determinerà la produzione di scarti che saranno avviati a smaltimento in discarica.

Ma allora quale è la convenienza per il cittadino? E fino a quando ci dovremo tenere le famigerate discariche? Non a caso si stanno già studiando i necessari ampliamenti…

Dobbiamo rovesciare completamente le priorità della Regione e chiedere un sostegno concreto per i Comuni che si impegnano per la riduzione dei rifiuti all’origine e per le imprese del riuso e riciclo.

Con una diversa strategia e con adeguate disponibilità economiche anche l’Umbria avrebbe qualche garanzia in più di successo nella gestione e nella “chiusura” del ciclo dei rifiuti, pesando meno sulla salute e sulle tasche dei contribuenti…

I cittadini del nostro territorio non accetteranno passivamente lo stravolgimento del Bene Comune, che queste scelte sciagurate si trascineranno dietro.

Osservatorio Borgogiglione

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Documenti collegati

Osservatorio Borgogiglione, 27/01/2015, Compostaggio a Pietramelina: un buon affare o solo un grande affare?
Osservatorio Borgogiglione, 08/01/2015, Che fine fanno i nostri rifiuti? Gli ultimi dati di ARPA Umbria.
Osservatorio Borgogiglione, 08/01/2015, Nuovo Piano Regionale Rifiuti: produzione e uso del CSS. La furbata della Giunta.
Osservatorio Borgogiglione, 15/09/2014, Piano di Gestione dei Rifiuti: la proposta di adeguamento in discussione in Regione.

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