Discarica di Borgogiglione: chiediamo un Protocollo di monitoraggio di alto profilo!

Ci è stata inviata notizia “per conoscenza” che ARPA avvierà le attività previste nel “Protocollo di Monitoraggio d’area” della discarica.
Prendiamo positivamente atto di questo, pur rimanendo di fatto fuori dal Protocollo.
L’Osservatorio Borgogiglione, forte del consenso di molti cittadini confermato nelle affollate assemblee territoriali delle scorse settimane, continua a chiedere un documento di alto profilo, condiviso con tutte le associazioni del territorio, per la tutela della salute e dell’ambiente.

SULLA DECISIONE DELL’ARPA UMBRIA DI DARE AVVIO ALLE ATTIVITÀ PREVISTE NEL PROTOCOLLO DI MONITORAGGIO D’AREA DELLA DISCARICA DI BORGOGIGLIONE

L’Osservatorio Borgogiglione prende atto della decisione dell’ARPA di dare avvio alle attività previste nel “Protocollo di Monitoraggio d’area della discarica”. Ritiene positivo che si facciano finalmente degli approfondimenti conoscitivi sulle matrici ambientali: aveva promosso e consegnato già nell’ottobre scorso una petizione popolare proprio in tal senso. Ma la risposta complessiva, arrivata in data 24/06/2014 solo “per conoscenza” [sic!], dopo mesi di confronto con molteplici rappresentanti istituzionali e un utile sopralluogo in sito, organizzato insieme con i nostri soci che meglio di tutti conoscono il territorio, non è esattamente quello che si aspettava.

Il Protocollo risulta firmato venerdì 23 maggio scorso, proprio alla vigilia delle elezioni amministrative cui partecipavano anche alcuni dei sindaci firmatari, uno dei motivi per cui l’Osservatorio – che tiene molto alla sua indipendenza – aveva chiesto di soprassedere. La strumentalizzazione politica era dietro l’angolo, e si è visto!

L’Osservatorio contestava che i sindaci dei Comuni viciniori firmassero il Protocollo “ancorchè senza alcun ruolo operativo”, dopo che essi stessi avevano chiesto di partecipare agli incontri rivendicando le proprie competenze in materia di tutela dell’ambiente e della salute pubblica, di gestione dei rifiuti e del traffico dei camion, oltre che la loro autorità istituzionale. Formula bizzarra e infelice, ma evidentemente autorità non coincide con responsabilità

Anche l’Azienda USL Umbria1 si era unita al lavoro di stesura del Protocollo, su richiesta dell’Osservatorio (che chiedeva un preciso impegno per la Valutazione del rischio per la salute della popolazione esposta), ma infine rimandava impegni ed attività a modi e tempi da stabilire “a seguito dei controlli integrativi condotti dall’ARPA”.

Non tocca a noi ricordare che tale Valutazione del rischio e, di conseguenza, le attività di prevenzione sono previste nei Livelli Essenziali di Assistenza (spetta alla ASL non solo “formulare mappe di rischio ambientale” e “valutare l’impatto sulla salute umana dei fattori di nocività, pericolosità e di deterioramento negli ambienti di vita”; ma più precisamente anche “verificare gli effetti sulla salute da impianti di smaltimento dei rifiuti solidi urbani” – cfr. D.P.C.M. 29/11/2001).
Quale attività in merito è stata finora realizzata e comunicata ai cittadini? E quale in concreto andrà a realizzare? Si può provare a definire il rischio sanitario per gli esposti connesso con l’aumento del carico complessivo di agenti inquinanti? Ed il rischio sanitario per gli operatori all’interno del sito? Ed il rischio incidentalità per aumento transiti di mezzi pesanti da/per la discarica? E se l’ARPA non accetta di monitorare anche le emissioni in atmosfera (non solo le emissioni odorigine), non viene meno un dato importante per tali valutazioni?

Infine, l’Osservatorio ha più volte ricordato agli interlocutori istituzionali che la gestione integrata dei rifiuti, come proposta dal Piano d’Ambito (cap.10.07) tuttora in vigore nell’ATI2, deve prevedere

“modalità organizzative che richiedono un sempre maggior coinvolgimento degli utenti. La comunicazione deve essere parte integrante della gestione ed accompagnare il Piano d’Ambito in un’ottica di medio e lungo periodo.”
“Per raggiungere gli obiettivi, la partecipazione dei cittadini è quindi essenziale al successo del sistema e per questo l’organizzazione dei servizi di raccolta integrata deve essere accompagnata da un’azione che superi i limiti dell’informazione e della sensibilizzazione e coinvolga direttamente i cittadini nel processo, rendendoli responsabili e competenti, attraverso l’instaurazione di processi stabili che consentano l’ascolto dei cittadini, la rilevazione e l’integrazione nei processi decisionali delle esigenze e delle indicazione degli stessi. In tal senso, le linee guida proposte, fanno esplicito riferimento alla Convenzione di Aarhus, i cui obiettivi s’intendono perseguire.”

Parole sante, che l’Osservatorio avrebbe sottoscritto con molto piacere e che porterà avanti con azioni civiche territoriali anche in autonomia e con i suoi mezzi limitati. Purtroppo, il Protocollo anche sul Piano della Comunicazione, per cui l’Osservatorio aveva tanto insistito, minimizza gli obiettivi, rimanda ad impegni in parte da definire e nemmeno dice chiaramente come e quando potranno arrivare ai cittadini, tutti indistintamente e senza la mediazione delle associazioni firmatarie (?), le informazioni sui risultati del monitoraggio. Si è constatato in questi mesi quanto sia difficile per i cittadini “farsi ascoltare” anche sui problemi non lievi della gestione quotidiana della discarica o sull’altra spinosa questione del rischio connesso con il passaggio dei camion…

Questo, in sintesi, chiedeva – di più e di diverso – l’Osservatorio Borgogiglione e questo continua a chiedere, con la riapertura di un tavolo di confronto anche con i sindaci appena eletti, per arrivare ad un “documento di alto profilo” (come auspicava inizialmente anche il Direttore generale dell’ARPA), che punti davvero alla tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini (in attesa di vedere chiusa la discarica a breve e senza alcuna possibilità di ampliamento), allargando la condivisione alle altre associazioni più radicate nel territorio e definendo responsabilità ed impegni precisi delle istituzioni e del gestore: solo con una visione “non distratta” della gestione del ciclo dei rifiuti regionale e delle prospettive per gli impianti di smaltimento si risponde davvero alle preoccupazioni dei cittadini e alle sollecitazioni presenti nei regolamenti nazionali e comunitari.

È evidente, invece, che ci troviamo di fronte per il momento alla solita inaccettabile proposta: o mangi ‘sta minestra o salti la finestra!

Le istituzioni non dovrebbero ascoltare e dare risposte adeguate ed esaurienti ai cittadini, a quelli della “prima linea” in particolare? In questo caso non si stanno preoccupando, invece, delle compatibilità e delle opportunità piuttosto che di rappresentare la tutela e di rafforzare la fiducia dei cittadini?

L’Osservatorio Borgogiglione

P.S. Intanto ARPA e TSA rendano pubblici i dati più sullo stato della discarica – gli ultimi risalgono al 2012!

Documenti

Discarica di Borgogiglione. Protocollo per il monitoraggio d’area
Risposta integrale dell’Osservatorio Borgogiglione sul Protocollo

3 pensieri su “Discarica di Borgogiglione: chiediamo un Protocollo di monitoraggio di alto profilo!”

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