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Arlecchini. In Umbria porte aperte alle multinazionali del tabacco

Mentre da più parti e, con sempre maggiore frequenza, ci si interroga sulla reale portata degli accordi di libero scambio tra gli Stati Uniti e l’Unione Europea (TTIP, vedi dossier l’altrapagina lug/ago 2015), con il dubbio che quello che è stato definito il più grande accordo commerciale del mondo – 120 milioni di incremento del Pil e due milioni di posti di lavoro ipotizzati – serva a legittimare scelte politiche da parte di governi alla disperata ricerca di consenso piuttosto che a lenire disoccupazione e crisi economica, c’è un presidente del consiglio in Europa che si fa, più di altri, in quattro pur di spalancare la porta a lobbies e multinazionali americane. Continua la lettura di Arlecchini. In Umbria porte aperte alle multinazionali del tabacco

Esopo ce lo ricorda: Volpi e pollastri

[Dal numero di Maggio de L’altrapagina]

Non si deve nuocere a nessuno; se qualcuno, però, avrà fatto del male, dovrà essere punito in virtù di un pari diritto: questa favoletta di Esopo ce lo ricorda.

Verso sera, all’Hotel Faina di Capocavallo, s’erano date convegno un po’ di volpi che avevano invitato per un dopocena i pollastri, per meglio circuirli. Continua la lettura di Esopo ce lo ricorda: Volpi e pollastri

La montagna imbellettata

[Dal numero di Maggio de L’altrapagina]

“Discariche irregolari, cittadini alla carica”. “Irregolarità nella discarica di Borgogiglione”. “Esposto su Borgogiglione”. ”Discarica, l’Arpa va in procura”.
Non c’è stato quotidiano che in Umbria nei giorni passati non abbia riportato la notizia delle irregolarità emerse nella gestione dei rifiuti che hanno inondato negli ultimi anni la discarica di Borgogiglione.
Frutto di particolare fiuto giornalistico o di spiccata sensibilità al cattivo odore? Non proprio. Continua la lettura di La montagna imbellettata

L’altra pagina, “La sfida politica della decrescita”

Come sostiene Serge Latouche, l’economista e filosofo esponente di spicco del movimento chiamato Decrescita, non c’è nulla di peggio di una società della crescita senza crescita.
Sembra il quadro che emerge osservando lo stato delle cose in Italia. Quanto più la politica invoca lo sviluppo e vara misure per la crescita tanto più la recessione si aggrava. Va avanti così ormai da decenni e la crescita, più che la soluzione,sembra essere il problema.

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