Il bidone

Se pensate che in Umbria, il “cuore verde” d’Italia, ci siano amministratori regionali e comunali, che passata la stagione elettorale, vogliano ancora parlare di Strategia Rifiuti Zero siete proprio degli illusi. E dire che avevano scomodato pure il sindaco di Capannori (la prima città europea ad averla attuata con una raccolta differenziata all’82%) a fare un giro da queste parti.
È irrealizzabile, c’è scritto nel Piano Regionale dei rifiuti e dunque giù ad ampliare discariche o a progettare impianti di combustione nei cementifici.

Ma immaginiamo che non vogliate rassegnarvi e che invece di chiedere di differenziare rifiuti a chi proprio non vuol farlo, proviate voi a non produrne più, o quasi.
Ed immaginiamo pure che vi riesca e che,sul finire dell’anno, con i vostri due o tre chili – non avete ancora affinato il sistema – di rifiuti residui, teniate giù la media della mezza tonnellata che ogni umbro produce.
Ma se per caso risiedete a Magione, dove sorge la più grande discarica dell’Umbria, preparatevi al “bidone”.
O ne riempite, entro il 31 dicembre, almeno sei di quelli che v’ha dato in comodato d’uso gratuito il Comune oppure per voi non è prevista nessuna riduzione della Tari.

E non venite a dire che nelle carte comunali avete letto che la “disciplina della tassa fa riferimento esplicito al principio di chi inquina paga, sancito dall’art. 14 della Direttiva 2008/98/CE del Parlamento Europeo e che i bidoni per la raccolta porta a porta del rifiuto residuo sono personalizzati e dotati di un microchip che consente di registrare il numero di svuotamenti per ogni utenza così da poter individuare comportamenti virtuosi nelle utenze che meno svuotano”.
Balle! Anzi eco-balle!

Maurizio Fratta
[Articolo pubblicato su numero di Novembre de L’altrapagina.]

Per approfondimenti

Comune di Magione, Agosto 2014, Regolamento per la disciplina dell’Imposta Unica Comunale (IUC), vedi in particolare pagg. 21-22. Vedi anche il volantino.
Osservatorio Borgo Giglione, 07/10/2014, Discarica di Borgogiglione: emergenza ambientale o gallina dalle uova d’oro?

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