Discarica Borgo Giglione: i cittadini manifestano contro il via vai dei camion

di Renato Casaioli – umbrialeft.it

Mantignana – C’era tutta la comunità del piccolo borgo a dire alle istituzioni, che quel traffico così intenso e carico di pericoli quotidiani per la loro vita, non lo vogliono più. A vigilare sulla correttezza della manifestazione il comando provinciale dei Carabinieri, gli agenti della Polizia Provinciale e della Polizia comunale di Corciano. Una manifestazione dai toni decisi, ma espressi da cittadini con animi sereni. Quella serenità che deriva dall’esser consapevoli che dalla propria parte ci stanno mille e più ragioni a cui non si può dire di no. La questione ancora una volta al centro della cronaca, e l’annoso problema del trasporto dei rifiuti che oramai da gran parte della provincia di Perugia, vengono dirottati sulla discarica di Borgo Giglione.

La discarica è attiva dal 1992, ma dopo che all’AT1 si è aggiunto l’AT2, comprendente i territori di Spoleto e Foligno, i quintali di immondizia sono saliti 120 tonnellate al giorno, trasportati da ben 80 grossi camion. Un traffico e un rumore, che sconvolge la vita di quella comunità fina dalle prime ore della notte.Tutti sono convinti che dopo l’ultimo ampliamento della discarica, quel traffico durerà per almeno altri venti anni. Una strada quella provinciale di Mantignana, larga appena 4 metri, che in alcuni tratti non supera i 3 metri. Una via di comunicazione nata quando in quelle vallate, si viveva nella civiltà contadina. Altri ritmi di vita, altri modi di spostarsi.

Una strada stretta, attorniata da case unifamiliari, con il giardino ordinato davanti e l’orto dietro, che ricorda appunto le origini contadine degli abitanti. I cittadini denunciano non la discarica in quanto tale: sono tutti consapevoli che il problema dei rifiuti va affrontato. Quello che detestano è il fatto che le istituzioni, fin dalle origini della discarica, non hanno previsto vie d’accesso adeguate. Una scelta scellerata gridano tutti, che ora significa per i cittadini del luogo, una pessima qualità della vita. Eppure sostengono tutti, più di una soluzione ci sarebbe. Una in particolare, sarebbe di facile e immediata realizzazione. Si tratterebbe di fare una variante di appena 1500 metri. Per quest’opera ci sarebbero due disponibilità delle Cave Marinelli.

La prima, quella di mettere a disposizione il terreno su cui realizzare la breve bretella stradale. La seconda, relativa alle risorse finanziarie da parte della direzione della ditta estrattrice, verrebbero elargite per la realizzazione dell’opera ben 500mila euro. Nei mesi passati si è tenuto già un primo summit, tra tutti gli enti interessati – tra questi Regione, Comune di Perugia, Provincia e società Gest – per analizzare la “proposta Marinelli” e ragionare intorno alle misure urgenti. Ma a tutt’oggi dicono sconsolati gli abitanti, non sembra che siano state prese decisioni. In fondo si tratta di un breve tratto infrastrutturale, che dovrebbe innescarsi sulla strada di Pieve del Vescovo, che porta alla discarica. Ma è proprio qui che sorgono i problemi. Infatti lungo il tracciato tutto immerso nei boschi che ricoprono le colline, vi sono alcune abitazioni. Ed è proprio da questi cittadini che vengono le opposizioni. Le scuse sono che la strada di cui peraltro un primo tratto è già stato allargato, non sopporterebbe il traffico, e che lungo il suo percorso si trova la Villa del Cardinale, sottoposta a tutela dei beni Ambientali. E’ vero, tutto ciò esiste, ma i cittadini indignati sostengono che queste abitazioni come pure la Villa, si trovano a centinaia di metri di distanza dalla strada. “Insomma gli unici ad essere davvero infastidita sarebbe la fauna selvatica che popola quei boschi, nulla di più”.

Ora tutti si attendono che le istituzioni scendano dal balcone da dove fino ad oggi, si “son godute lo spettacolo”, si assumano le loro responsabilità e facciano scelte.

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