Resoconto dell’Assemblea popolare del 14 Marzo

Il 14 marzo presso il Circolo APER di Capocavallo (Corciano) si è svolta l’Assemblea popolare sui problemi della discarica e, più in generale, della gestione dei rifiuti, organizzata dall’Osservatorio Borgogiglione.

Ringrazio tutti gli amici che si sono adoperati con entusiasmo e generosità per la riuscita dell’evento, i tantissimi partecipanti (anche in rappresentanza di altri comitati territoriali umbri) che hanno reso più stimolante e concreto il dibattito, l’ass. reg. Silvano Rometti insieme ai sindaci e assessori dei Comuni di Perugia, Corciano e Magione, che hanno accettato l’invito ad ascoltare i problemi e rispondere alle richieste della cittadinanza (anche se in alcuni momenti il dialogo è risultato difficile per la poca disponibilità da parte loro a mettersi in discussione ed a spogliarsi della corazza di “giusti e buoni”, anche quando l’esperienza concreta della gente ed i documenti li smentirebbero. Qualcuno ci ha criticato per le intemperanze verbali che non avrebbero lasciato ai politici agio di rispondere; ma c’è da dire che i tempi d’intervento erano brevi per tutti e non era prevista alcuna “passerella”).

Ringrazio Carlo Romagnoli (medico ISDE), Marco Montanucci (Coordinamento Regionale RifiutiZero Umbria), Gabriele Silvestri (CittadinanzAttiva e rappresentante delle associazioni consumatori riunite nel CESAC), che coordinati dal giornalista Alberto Giovagnoli hanno portato un contributo di esperienza, di riflessione e di proposta molto importante e costruttivo, aiutando ad approfondire i nodi dell’ingarbugliata matassa rifiuti.

Alcuni contributi specifici li pubblicheremo quanto prima nel sito, così che la discussione possa continuare. Qui di seguito i contenuti principali.

Portare i rifiuti in discarica costituisce “la peggiore opzione ambientale, tenendo conto degli impatti sanitari, sociali ed economici”, una pratica considerata residuale anche dalle normative nazionali ed europee.

Tutti i presenti (amministratori compresi) hanno dichiarato che la discarica di Borgogiglione, recentemente ampliata e autorizzata a ricevere fino a 1 milione e mezzo di mc., non deve essere ulteriormente ampliata; noi chiediamo, però, per evitare di arrivare a decisioni emergenziali sempre dietro l’angolo, che in questo tempo residuo, 3 o 4 anni al massimo, quantità e qualità dei rifiuti in discarica siano drasticamente ridotte e monitorate con attenzione.

Aver buttato in discarica nel 2013 200mila tonn. di rifiuti è una vergogna! Oltre che un danno gravissimo per l’ambiente e per le tasche dei cittadini che pagano salate bollette TARES. Ma nessuno si vuole assumere la responsabilità di ciò.
In risposta alla petizione popolare presentata ad ottobre, ed avendo verificato nei mesi scorsi la disponibilità delle istituzioni responsabili del controllo ambientale, ARPA, ASL, ATI e Comuni viciniori insieme con l’azienda gestore si impegnano per un Protocollo d’intesa su Monitoraggio ambientale dell’area di Borgogiglione e per una Comunicazione più ampia e tempestiva. L’Osservatorio accoglie la disponibilità manifestata in Assemblea di stilare l’intesa già entro marzo. In particolare, però, Romagnoli ha chiesto che si integri il Monitoraggio con una valutazione dell’impatto della discarica sulla salute ed in primis con una mappa dei rischi per i cittadini (visto l’interesse concreto che riveste per tutti, pubblichiamo a parte la relazione). Su questa delicata e fondamentale questione aspettiamo risposte e fatti concreti, avendo per di più conosciuto il precedente fallimentare dei protocolli per la discarica di Pietramelina. I cittadini devono essere messi in grado di conoscere e condividere le attività di tutela del nostro territorio “bene comune”.

Il dibattito ha evidenziato anche l’importanza di avere una gestione più trasparente e condivisa anche sugli aspetti economico-tariffari del ciclo dei rifiuti, a partire dall’introduzione così come in altre realtà italiane della “tariffa puntuale” (cioè, meno rifiuti, meno paghi! Paghi solo per i rifiuti indifferenziati che mandi in discarica). Le risposte degli amministratori sono state contraddittorie e non del tutto favorevoli o evasive. Nemmeno sulle cifre della Raccolta differenziata siamo riusciti a sentire risposte “nette”.

Allo stesso modo si è detto di riprendere il dibattito dentro le istituzioni e tra la popolazione sui pericoli ambientali e sanitari connessi con la realizzazione di inceneritori o altri impianti dove bruciare i rifiuti. Evidente è apparsa la contraddizione di chi pure parla di rifiuti come risorsa, da valorizzare al massimo con la Raccolta differenziata e la vendita/riciclo, e poi pensa alla soluzione CSS, cioè combustibile a basso costo per cementifici e centrali elettriche.

Tutti riconoscono giuste le priorità di PREVENIRE/RIDURRE i rifiuti all’origine, fare RACCOLTA DIFFERENZIATA SPINTA e RICICLO vero (con cui fra l’altro in altre parti d’Italia si ottengono anche posti di lavoro e vantaggi economici e tariffari), ma poi si continuano a ripetere come un mantra “bisogna chiudere il ciclo dei rifiuti”, bisogna realizzare impianti per produrre CSS [costosi e pagati dalla collettività], illudendo la gente che quasi per magia i rifiuti così spariranno. Molti hanno chiesto di poter vedere i conti, ambientali ed economici, di questa proposta e che il dibattito sia pubblico, trasparente e non manipolato (sappiamo che le aziende dei rifiuti attualmente dominanti in Umbria, e partecipate dai Comuni, fanno business con le discariche e l’incenerimento, tant’è che la Raccolta differenziata aldilà delle cifre più volte sbandierate, marcia col freno a mano tirato!).

Più in generale, i rappresentanti delle associazioni consumatori hanno sottolineato il ritardo grave nella nostra Regione nell’attuazione dei principi di partecipazione civica alla gestione dei servizi pubblici, come questo della gestione rifiuti, in plateale inosservanza delle norme di legge. Ai cittadini utenti si fanno pagare i tributi ma non gli si riconoscono i diritti, come fissato dalla legge. Sudditi, non cittadini! Si stipulano i contratti di gestione con le aziende, ma poi si lascia correre se non c’è un pieno rispetto degli obiettivi fissati.

Tra le tante altre osservazioni da riportare:

una critica al Comune di Magione, che prende più di un milione di euro come indennità di disagio ambientale, senza offrire molto ai cittadini più disagiati…

la denuncia per una viabilità inadeguata e pericolosa, su cui non si riesce o non si vuole mettere mano: il Sindaco Boccali ha comunque ammesso che molte delle proposte avanzate finora risultano impraticabili.

E per finire, la riflessione molto profonda su un sistema economico che spinge a produrre e consumare, in modo esasperato e sempre più irrazionale, secondo gli interessi dei produttori, e non mette al centro la tutela degli interessi veri della gente e dell’ambiente. Non si può immiserire una problematica così complessa, accusando il singolo cittadino di non saper gestire correttamente il suo sacchetto dei rifiuti…

Lucio Pala
Presidente dell’Osservatorio Borgo Giglione

 

Seguono i resoconti dell’evento apparsi sulla stampa e su internet.
UmbriaLeft, Boccali rassicura: “Non sono allo studio ampliamenti discarica Borgogiglione, di Ciuenlai
Corriere dell’Umbria, La discarica non verrà ampliata, di Anna Lia Sabelli Fioretti
Giornale dell’Umbria, Borgo Giglione, meno tir grazie a Sant’Orsola. Discarica e polemiche: le soluzioni, di Andrea Luccioli

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