È tempo di risposte chiare!

L’Osservatorio Borgogiglione aveva promosso e presentato all’ARPA nell’ottobre scorso una petizione per chiedere un controllo ambientale straordinario sull’area della discarica, adeguato all’eccezionalità della situazione creatasi in questi ultimi anni, e una più tempestiva e ampia comunicazione ai cittadini.

Pur rimanendo differenze d’approccio alla valutazione del rischio ambientale, anche dopo il lungo e articolato confronto, l’Osservatorio accoglie positivamente la risposta dell’ARPA e sottoscrive gli approfondimenti conoscitivi sulle matrici ambientali: nuovi controlli sulla qualità delle acque superficiali e profonde su un’area più vasta e tutto intorno alla discarica, come pure sulle emissioni odorigene. L’ARPA si impegna anche ad effettuare una prima campagna di bio-monitoraggio.

Tutte le informazioni saranno messe a disposizione con frequenze trimestrali o semestrali, in funzione della disponibilità delle stesse.

L’Osservatorio continuerà ad insistere per ulteriori verifiche sia sulla qualità dell’aria che sulla stabilità e tenuta della discarica; per quanto riguarda il Piano della Comunicazione attende di leggere in dettaglio gli impegni, ma chiarisce da subito che non intende assumere alcun ruolo di mediazione indebita tra cittadini ed istituzioni.

In ogni caso, non c’è motivo per rinviare l’attuazione di quanto già concordato su questi punti.

Per il resto, l’Osservatorio non può accettare il ruolo attendista dell’Azienda USL Umbria1, che per ora non risponde alle pressanti domande per una valutazione dei rischi per la salute della popolazione esposta e rimanda, di conseguenza, anche quelle attività di prevenzione a tutela dei cittadini che pure sono previste nei Livelli Essenziali di Assistenza (spetta alla ASL formulare mappe di rischio ambientale; valutare l’impatto sulla salute umana dei fattori di nocività, pericolosità e di deterioramento negli ambienti di vita e fornire indicazioni delle misure idonee alla tutela della saluta umana; verificare gli effetti sulla salute da impianti di smaltimento dei rifiuti solidi urbani; verificare gli effetti sulla salute dalla qualità delle acque destinate al consumo… – cfr. D.P.C.M. 29 novembre 2001).

E neppure si può accettare che i Sindaci dei Comuni viciniori siano firmatari del protocollo “senza alcun ruolo operativo”.

Ai Sindaci e all’ATI 2 l’Osservatorio aveva chiesto di farsi garanti dell’efficacia dei controlli ambientali e sanitari e dell’abbattimento dei rischi e, perciò, di impegnarsi concretamente per la riduzione dei rifiuti in discarica e per evitare ulteriori ampliamenti dell’impianto.

Nessuna risposta è arrivata finora, dopo le belle parole spese anche nell’assemblea popolare del 14 marzo a Capocavallo.

Per questi precisi motivi, l’Osservatorio non ha firmato ad oggi il Protocollo e chiede di continuare i confronti per arrivare infine ad un documento di alto profilo, che punti globalmente alla tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini allargando la condivisione alle altre associazioni civiche territoriali e definendo ruoli ed impegni precisi delle istituzioni, dei Comuni, dell’ATI2, della Regione, dell’Azienda USL, insieme con l’ARPA ed il gestore: solo con una visione organica e “non distratta” della qualità della gestione del ciclo dei rifiuti regionale e degli impianti di smaltimento si risponde davvero alle preoccupazioni dei cittadini e alle sollecitazioni presenti nei regolamenti nazionali e comunitari.

L’Osservatorio Borgogiglione

[Per scaricare il presente comunicato in PDF: Comunicato del 29/05/2014.]

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