La montagna imbellettata

[Dal numero di Maggio de L’altrapagina]

“Discariche irregolari, cittadini alla carica”. “Irregolarità nella discarica di Borgogiglione”. “Esposto su Borgogiglione”. ”Discarica, l’Arpa va in procura”.
Non c’è stato quotidiano che in Umbria nei giorni passati non abbia riportato la notizia delle irregolarità emerse nella gestione dei rifiuti che hanno inondato negli ultimi anni la discarica di Borgogiglione.
Frutto di particolare fiuto giornalistico o di spiccata sensibilità al cattivo odore? Non proprio.

Tutto è nato da una svista, diciamo così, nella gestione della comunicazione da parte dei vertici della TSA, la società che provvede allo smaltimento dei rifiuti nella discarica a nord di Perugia insieme a Gesenu, gestore anche degli impianti di Pietramelina e Ponte Rio.

Il 27 marzo, in una sala dell’Hotel Faina a Capocavallo, il direttore Sisani, alla presenza dei sindaci dei comuni di Corciano, Magione e Passignano sul Trasimeno, aveva cercato di rassicurare i cittadini che denunciano da anni i danni causati a loro stessi ed all’ambiente nel vasto territorio che circonda la crescente montagna di rifiuti.
Slides e filmati non erano mancati (ma ne parliamo sotto cercando di riderci un po’ su).
Ciò che il direttore s’era dimenticato di dire ai convenuti era il fatto che la Provincia di Perugia aveva diffidato la società Trasimeno Servizi Ambientali per il mancato rispetto delle prescrizioni ambientali previste. Una diffida da porre in relazione alla visita degli ispettori dell’ARPA che in precedenza avevano appurato la non adeguata ricopertura giornaliera dei rifiuti, la mancata comunicazione di un episodio di superamento dei cloruri nelle acque sotterranee, il rilevamento della presenza di cromo e di nichel nella acque di scarico.
Il tutto finito in Procura.

Diffide analoghe a quelle presentate nei mesi scorsi nei confronti della Gesenu per la discarica di Pietramelina e l’impianto di Ponte Rio.
Sulla gestione della discarica di Borgogiglione eravamo intervenuti approfonditamente nel numero di ottobre de l’altrapagina, quando avevamo intervistato il professor Lucio Pala, presidente dell’Osservatorio Borgogiglione che riporta sull’omonimo blog per filo e per segno quanto avvenuto.

Vicenda questa che evidenzia, semmai ce ne fosse ancora bisogno, che il problema sta nel rapporto di cogestione tra le istituzioni pubbliche (titolari e controllori della qualità di un servizio che dovrebbe essere improntato al principio del bene comune) e l’azienda che gestisce il servizio (una società per azioni il cui obiettivo è, e rimane, il profitto).

I numeri parlano chiaro: i 24 Comuni dell’Ambito territoriale 2 che portano i loro rifiuti nella discarica di Borgogiglione nel 2014 hanno complessivamente prodotto 206.205 tonnellate di rifiuti, più o meno quante ne producevano nel 2013.
Anche la raccolta differenziata (123.816 tonnellate nel 2014 rispetto alle 118.863 dell’anno precedente) non mostra, aldilà delle percentuali sbandierate a destra e a manca, scostamenti significativi.
Una situazione favorevole, come si legge nella relazione del Bilancio TSA per l’esercizio del 2013,con i ricavi che aumentano di 7.549.519 euro, passando da 16.906.490 dell’esercizio 2012 ai 24.456.009 del 2013.

È da tempo che ai gestori vengono poste domande sui costi e i ricavi delle attività, come quelli relativi al continuo andirivieni dei camion che trasportano i rifiuti organici da Pietramelina a Borgogiglione o quelli derivanti dalla produzione di biogas dal reattore ubicato in discarica per non dire della vendita dei materiali faticosamente differenziati dai cittadini.
Senza considerare il piano di ampliamento della discarica stessa, costato 10 milioni di euro, ed approvato soltanto 3 anni fa; piano che doveva garantire la disponibilità dell’impianto fino al 2022 ma del quale se ne prevede il riempimento, considerando le quantità trasportate, già entro il 2017.

Mentre insomma la gestione complessiva dei rifiuti in Umbria continua ad essere inefficiente e, come ben sanno i contribuenti, particolarmente costosa, le contestazioni e le preoccupazioni aumentano.

Fino a quando i Sindaci del territorio e soprattutto quello di Perugia (la città che produce la metà dei rifiuti che finiscono a Borgogiglione) continueranno, loro che sono i primi responsabili della salute pubblica, a far finta di non vedere, non sentire, non parlare?
Fino a quando si continuerà ad ignorare che l’ambiente naturale non è più in grado di assorbire veleni, rifiuti e reflui industriali?

Maurizio Fratta
[da L’altrapagina, Maggio 2015]

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