Cava di Monte Petroso – Scheda sintetica del procedimento

Il lungo percorso per l’autorizzazione dell’ampliamento (o “completamento”) della cava di Monte Petroso, avviato con la domanda della ditta Marinelli A. Calce-Inerti srl in data 01.02.2006, si è infine incentrato sul Progetto definitivo 1° stralcio, aggiornato nel dicembre 2013 e portato dal Comune di Perugia alla Conferenza di servizi per l’approvazione il 9 marzo 2015.

L’area di intervento ha un’estensione di circa 20 ha, coincidenti con l’area interessata dalla autorizzazione in corso. Di questa superficie una parte è già stata oggetto di coltivazione e recupero. Escludendo la superficie dove viene stoccato il minerale e dove sono ubicati gli impianti, la restante superficie di 12,3 ha è la sola area interessata dagli interventi di coltivazione e ricomposizione ambientale.
I materiali che verranno estratti nell’ambito del presente progetto sono pari a 1.500.000 mc in banco di calcare [meno le quantità già estratte nel frattempo: l’attività di cava non è mai cessata grazie a proroghe successive con scadenza 11.09.2016].
La viabilità sarà la stessa di quella utilizzata sino ad oggi per l’accesso al cantiere estrattivo, a partire dalla strada vicinale Colle del Cardinale; tale strada è percorsa oltre che dai mezzi della cava, dai mezzi provenienti e diretti alla discarica T.S.A. di Borgogiglione, localizzata a circa 3 Km a nord-ovest della “cava Monticchio”. Tale strada è stata asfaltata dalla stessa ditta Marinelli A. Calce e Inerti che provvede alla manutenzione, come da prescrizioni dello stesso Comune di Perugia.
La frequenza del transito dei mezzi pesanti in uscita dalla cava è calcolato di ca 50 veicoli/giorno [cifra da ridurre proporzionalmente alla minore quantità di materiale da estrarre].
La destinazione finale del sito al termine dei lavori nel medio lungo-periodo è a bosco per le aree di scarpata lato est e sud e a prato per le aree sub-pianeggianti (piazzale di base) e scarpata lato ovest in prossimità del confine con il Comune di Corciano. Rimarrà immutato l’uso del piazzale dove attualmente sono ubicati gli impianti.

Il procedimento autorizzativo si è avviato nel 2011 e in data 19 giugno 2012 si è tenuta presso la Provincia di Perugia la Conferenza di Copianificazione per l’accertamento di giacimento.
I Consigli comunali di Perugia e Corciano hanno discusso ed approvato i risultati della Conferenza, con varie prescrizioni e la dichiarazione di “intervento di completamento con ripristino ambientale” (come da Delibera C.C. Perugia n.63/2011); da allora nessun dibattito pubblico ha più avuto luogo, nonostante la modifica della progettazione, in seguito anche alla DD regionale n. 3457 del 10.5.2012 trasmessa alla Conferenza di Copianificazione:
con una scelta discutibile la Regione decideva di suddividere l’intervento in due macro-lotti, di cui solo il 2°, tra 15 anni, “relativo all’ampliamento”, assoggettato alla procedura VIA (dopo che si era già stabilito con interpretazione controversa e motivazioni non conosciute che non era necessaria la VAS, si valuta che “l’impatto sul patrimonio naturale, storico e culturale sia limitato, e non si ritiene significativo l’eventuale incremento rispetto all’attuale livello di impatto”; le dichiarazioni del Direttore Regionale BACT, il cui parere stranamente non era stato richiesto in Conferenza di copianificazione, appaiono decisamente contrastanti!).

Nessuno “vede” la rinascimentale Villa del Colle del Cardinale, con i vari fabbricati, il giardino ed il parco, i nuclei circostanti e la campagna attorno, da oltre un secolo sottoposta a tutela con numerosi provvedimenti di importante interesse pubblico sotto il profilo architettonico, storico, artistico, archeologico e paesaggistico. Si tratta di una zona che ripetutamente e da diverse istituzioni è stata riconosciuta di straordinario interesse.
E non c’è una parola su strade alternative alla vicinale S.Antonio-Belveduto, che arriva a ridosso del muro di cinta della Villa stessa, né sulla pericolosità e provvisorietà di quest’uso-abuso attuale (appena 3 anni fa lo stesso Comune di Perugia si era opposto al passaggio dei mezzi da/per la discarica di Borgogiglione!).
Il conflitto con il Segretariato regionale BACT rende più grave questa miopia.
In conclusione ed allargando il ragionamento alle prospettive dell’area nord di Perugia, l’Osservatorio Borgogiglione insieme ad altre associazioni ambientaliste e civiche non ritiene opportuno l’intervento di ampliamento, soprattutto nelle forme e nei tempi richiesti, ed ha rilanciato un Appello per la tutela ambientale dell’area, che ha ben presto superato le 700 firme, portate alla Conferenza servizi.

QUESTO TERRITORIO HA GIÀ SOFFERTO MOLTO CON L’APERTURA DI CAVE ED OSPITANDO LA DISCARICA DEI RIFIUTI. DA TEMPO I CITTADINI SI BATTONO PER UNA BEN DIVERSA VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE AMBIENTALI, ANCHE SE QUALCUNO HA DECISO CHE È UN TERRITORIO DA SACRIFICARE.
CI CHIEDIAMO: A CHI GIOVA QUESTO STRAVOLGIMENTO AMBIENTALE?
Una crescita “intelligente” deve basarsi principalmente sulla conoscenza e sull’innovazione, deve promuovere un’economia più efficiente sotto il profilo dell’uso delle risorse: concetti e considerazioni già espressi in passato anche dal Sindaco di Corciano e dallo stesso avv. U. Barelli già presidente di Italia Nostra ed oggi vice-sindaco di Perugia.
Invece, l’amministrazione comunale perugina oggi si nasconde dietro la formale autonomia della Conferenza per l’approvazione del Piano e “la trasparenza degli atti burocratici”, per poi demandare ogni decisione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri a Roma, “visto il dissenso di un’ amministrazione preposta alla tutela paesaggistico-territoriale”.
In difetto di argomentazione, si tira in ballo la difesa di qualche sacrosanto posto di lavoro per rilanciare fuori da ogni regola un’attività estrattiva che, oltre ad aggravare i problemi che già ora attanagliano la viabilità e la vivibilità in tutto il circondario, condizionerà per decenni lo sviluppo dell’intera area nord di Perugia. Si mettono lavoratori contro lavoratori, imprese contro imprese: che fine faranno le tante aziende agricole e zootecniche d’eccellenza locali, quelle che si fregiano dei certificati “bio”, gli agriturismi in pieno sviluppo, l’attrattività non solo turistica che questo territorio è riuscito a costruirsi in questi decenni?

A scanso di equivoci e di strumentalizzazioni, sempre possibili, ribadiamo che a nostro avviso una decisione corretta dovrebbe prevedere:

  • una data certa per il completamento dell’attività di cava e l’avvio dei lavori di “recupero ambientale”;
  • il pieno rispetto delle norme e dei vincoli che da decenni tutelano questo territorio e la Villa Colle del Cardinale;
  • una diminuzione della quantità di materiale da estrarre ed un controllo della circolazione dei mezzi pesanti sulla strada di S. Antonio;
  • un serio e puntuale monitoraggio ambientale sull’intera area, a cura di ARPA e ASL.

Ambiente, paesaggio e beni culturali sono priorità in Umbria?

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Documenti collegati

Osservatorio Borgo Giglione, 22/06/2015, L’area nord di Perugia in mano a Ponzio Pilato… Continua la raccolta firme!
Osservatorio Borgo Giglione, 12/06/2015, L’Umbria dei Ponzio Pilato.
Osservatorio Borgo Giglione, 22/05/2015, Ambiente, paesaggio e beni culturali sono priorità in Umbria? Appello per l’area nord di Perugia.
Regione Umbria, 10/05/2012, Determinazione Dirigenziale n. 3457/2012.
Comune di Perugia, 11/04/2011, Deliberazione del Consiglio Comunale n. 63/2011.

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